Russia Tribunale di Mosca chiude il centro di Sakharov

(Virginia Zappimbulso - Domani)
Il tribunale di Mosca ha deciso di accogliere la richiesta di scioglimento del centro di Sakharov da parte del ministero della Giustizia. Il museo rappresentava uno dei pochi presidi rimasti per la tutela dei diritti umani e la libertà d’espressione nel paese. Il tribunale di Mosca ha stabilito la chiusura definitiva del centro Sakharov, dopo che alcuni mesi fa il ministero della Giustizia aveva presentato un’ordinanza richiedendone lo scioglimento. Il centro Sakharov è un museo dedicato alla protezione dei diritti umani in Russia e volto a preservare l’eredità lasciata del fisico e attivista, Andrei Sakharov, vincitore del premio Nobel. Negli ultimi mesi il museo ha continuato a rappresentare uno spazio adibito alla libertà d’espressione nonostante fosse circondato da un clima politico sempre più repressivo. Nei primi anni 2000 era stato vittima di diverse irruzioni da parte di gruppi di fondamentalisti ortodossi durante alcuni eventi per la sensibilizzazione dei diritti della comunità omosessuale. Nel 2014 il centro era poi stato dichiarato un “agente straniero” per effetto della legge sugli agenti stranieri russa.
La legge sugli agenti stranieri
La legge era stata emanata in risposta alle proteste contro il ritorno di Vladimir Putin nelle elezioni presidenziali del 2012, in modo da limitare l’operato delle organizzazioni non governative ancora indipendenti.
In un primo momento, la legge prevedeva che le organizzazioni non governative che ricevono fondi dall’estero ed esercitano attività politica siano gravate dall’obbligo di registrarsi presso il ministero della Giustizia come “agente straniero”.
Putin ne ha poi ampliato l’ambito di applicazione: inizialmente era applicata solo per gli organi d’informazione o per individui o gruppi privati che attraverso finanziamenti stranieri provvedevano a pubblicazioni di ogni tipo di materiale, mentre dopo l’ultimo intervento del 2021 la sua applicazione è stata estesa a qualunque cittadino russo che riporta o condivide informazioni.
Secondo la legge, gli agenti stranieri devono essere sottoposti a un regime di stretto controllo: intensi controlli annuali, report relativi allo status finanziario e a tutte le attività compiute con cadenza annuale. Inoltre, tutte le pubblicazioni sia cartacee che elettroniche devono essere contrassegnate dal timbro di agente straniero.
L’opposizione del museo
Il centro Sakharov, nonostante fosse stato designato come agente straniero, si è sempre opposto all’apposizione di tale timbro nelle sue pubblicazioni. Questa negligenza aveva comportato una serie di sanzioni, perlopiù pecuniarie, nei confronti del museo, nonostante quest’ultimo avesse tentato di impugnare le relative decisioni (senza alcun successo).
Le tensioni con il governo russo si sono aggravate nel 2022, quando il museo aveva criticato l’invasione russa dell’Ucraina rilasciando un comunicato in cui definiva la guerra in corso “la bancarotta morale della nostra società”.
Poco dopo è stata avviata dal ministero della Giustizia russo un’ispezione non programmata che ha permesso di individuare “violazioni gravi, sistematiche e irrimediabili della legge”, alla base dell’ordinanza successivamente presentata dal ministero al tribunale. Si ritiene che le violazioni siano dovute all’individuazione di ulteriori pubblicazioni prive del timbro richiesto, insieme alla rilevazione di una mancata conformità alla legge dei documenti del centro.
Fonte - Domani
https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/centro-sakharov-chiusura-tribunale-mosca-arjgppn1

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